L’istituto italiano di cultura di
Lione propone il 22 agosto, nell’ambito della trentottesima
edizione de ‘Les Etats généraux du film documentaire’, la
rassegna dedicata al registra Franco Maresco,’ Frammenti di
un’opera’.
Corrosivo, spietato, geniale, poeta, intrattabile: Franco
Maresco è uno dei registi più controversi degli ultimi decenni
in Italia. Fin dalla sua più giovane età, si è rivelato un
lettore vorace, un appassionato di jazz e ha organizzato
festival e concerti a Palermo, ha creato riviste, trasmissioni
radio e cine-club. Le sue opere per il cinema, la televisione e
il teatro hanno sempre suscitato reazioni forti reazioni, con
dibattiti animati e a volte violenti attacchi di censura.
Durante quasi trent’anni, Maresco ha lavorato insieme a Daniele
Ciprì e sono diventati entrambi famosi nel 1992 con le
quarantanove scenette di Cinico TV. Il loro primo lungometraggio
viene realizzato nel 1995 con ‘Lo zio di Brooklyn’. Tre anni
dopo girano il film ‘Totò che visse due volte’, una visione del
vangelo che provocherà la censura e un processo per offesa al
buon costume. Poi realizzeranno numerosi corto e medio metraggi,
nonché trasmissioni per la televisione e spettacoli teatrali.
Dopo la separazione da Daniele Ciprì, nel 2007, Maresco ha
continuato a dipingere le mostruosità umane e il nostro triste
presente con i propri stile e poesia unici. Nel 2014 esce
Belluscone. Una storia siciliana, Premio speciale della giuria
Orizzonti alla Mostra di Venezia e David di Donatello del
migliore documentario. Nel 2019, riceve un Premio speciale alla
Mostra di Venezia per La mafia non è più quella di una volta.
Anche nel 2025 Un film fatto per Bene viene presentato alla
Mostra di Venezia. Ad aprire la rassegna sarà una conferenza di
Federico Rossin sull’opera di Maresco e Ciprì cui seguiranno le
proiezioni di:
Belluscone. Una storia siciliana (2014); La mafia non è più
quella di una volta (2019) e Un film fatto per Bene (2025).
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