“Ero casualmente lì, sono stato
subito travolto da dei calcinacci ma sono riuscito a scappare”.
Lo ha detto l’impreditore Pasquale d’Alì, tra gli indagati per
il crollo dell’edificio di Pistunia, al termine
dell’interrogatorio della procura nella caserma dei carabinieri
di Tremestieri. D’Alì, che nei giorni scorsi era stato
sottoposto a un intervento chirurgico per le ferite riportate a
causa del cedimento della palazzina, era accompagnato
dall’avvocato Antonello Scordo.
“Il mio cliente – ha spiegato il legale – era stato nominato
dalla proprietà dell’edificio per un parere tecnico
sull’edificio, un’attività propedeutica ad una verifica. La sua
attività era veramente all’inizio e non collegabile a quello che
è successo”. Poi ha aggiunto: “Era la prima volta che entrava
nel luogo dove è avvenuto il crollo per verificare lo stato dei
pilastri. C’erano sul posto altri operai, dei piastrellisti che
non erano operai del mio cliente, non so di chi fossero. Quindi
quel giorno era sul posto per verificare lo stato dei pilastri:
attività quindi propedeutica all’inizio dei lavori”.
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