Un lavoratore dell’Amts, l’azienda
di trasporti e sosta municipalizzata del Comune di Catania, è
stato aggredito al Polo di Nesima dopo essere intervenuto per le
proteste di alcuni passeggeri che si erano lamentati della
sostanziale impraticabilità della sala d’attesa. La vittima,
soccorsa da personale del 118 e trasportata al pronto soccorso
di un ospedale cittadino, è stata giudicata guaribile in 30
giorni per fratture a tre costole e per una sospetta lesione
alla spalla. L’aggressione, avvenuta ieri, è resa nota da
diversi sindacati.
“Mai come in questa occasione – affermano i segretari di Uil
e UilTrasporti, Enza Meli e Salvo Bonaventura – spiace dover
affermare: lo avevamo detto. Anzi, lo avevamo scritto.
L’episodio gravissimo di cui è stato vittima ieri un lavoratore
della Amts di Catania al Polo di Nesima, purtroppo, è la cronaca
di un’aggressione annunciata. Il 18 agosto, infatti, avevamo
inviato unitariamente una nota di categoria ai vertici
dell’Azienda metropolitana per segnalare gravi carenze
igienico-sanitarie e la presenza costante di persone senza fissa
dimora nei servizi della struttura, denunciando i rischi per la
salute e la sicurezza di personale e utenza. Al lavoratore Amts
aggredito e ai suoi familiari – aggiungono – esprimiamo
solidarietà assicurando, come sempre in questi casi,
disponibilità alla massima assistenza sindacale. A magistratura
e forze dell’ordine lasciamo ogni verifica sull’accaduto, noi
invece rivendichiamo da Amts risposte su cosa sia stato fatto in
queste settimane per dare concretamente riscontro alla nostra
comunicazione”.
“Un lavoratore aggredito mentre svolge il proprio servizio
è un fatto gravissimo – sottolinea Giovanni Musumeci segretario
dell’Ugl Catania – ancora più grave è che si sia arrivati a
questo dopo settimane di segnalazioni su una situazione di
evidente insicurezza. Amts aveva il dovere di intervenire prima.
Questo non è un incidente imprevedibile, ma l’esito di una
situazione di rischio che l’azienda avrebbe dovuto prevenire. La
sicurezza sul lavoro non è un optional, impone al datore di
lavoro di tutelare la salute e l’incolumità dei dipendenti. Se
l’azienda continuerà a non intervenire – conclude la nota
dell’Ugl – ci rivolgeremo agli organi di vigilanza competenti.
Dopo le segnalazioni e dopo quanto accaduto a Nesima, nessuno
potrà dire di non essere stato avvertito”.
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