Alla vigilia della commemorazione
di Libero Grassi, l’imprenditore ucciso 35 anni fa dalla mafia,
sono stati affissi decine di striscioni dall’associazione
antiracket Addiopizzo. “Un interno popolo che non paga il pizzo
è un popolo Libero”, si legge sui manifesti appesi a San
Lorenzo, Sferracavallo, Barcarello e davanti al palazzo di
giustizia di Palermo. I luoghi sono stati scelti
dall’associazione perchè lì si sono registrate decine di
intimidazioni ai danni di imprenditori e commercianti.
“La recente recrudescenza di richieste estorsive registrata
nelle borgate palermitane di San Lorenzo, Tommaso Natale e
Sferracavallo conferma quanto il fenomeno resti ancora
insidioso, presente e diffuso – dicono dall’associazione – Per
questo la giornata del 29 agosto continua a rappresentare
un’occasione per interrogarsi su cosa sia rimasto dell’esempio
di Libero Grassi, sul valore delle scelte di chi trova il
coraggio di denunciare e sulle difficoltà che ancora oggi
accompagnano questo percorso”. “L’escalation di danneggiamenti,
minacce ed estorsioni che negli ultimi mesi ha colpito numerosi
commercianti ha generato preoccupazione e disorientamento –
aggiungono dall’associazione – Allo stesso tempo, però, ha
trovato una risposta da parte dei magistrati e delle forze di
polizia e in alcune denunce, anche se in verità ancora poche,
delle vittime che hanno maturato la forza e il coraggio di
opporsi ai taglieggiamenti chiedendo supporto anche ad
Addiopizzo”.
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