“Paolo viene ucciso per evitare
che testimoniasse che qualcuno dei suoi compagni di gioventù
aveva partecipato insieme con Stefano Delle Chiaie alla
preparazione della strage di Capaci”. Lo ha detto ai microfoni
di Diecimedia Salvatore Borsellino, fratello del giudice ucciso
nella strage di via D’Amelio, assieme agli agenti della scorta.
“E la stagione più nera perché dai depistaggi di Stato si è
arrivati a un vero e proprio depistaggio istituzionale che è
quello che sta portando avanti una commissione parlamentare
Antimafia che vuole cancellare la presenza dei servizi nelle
stragi nel nostro Paese – sostiene Salvatore Borsellino – La
presenza dell’eversione nera delle stragi che da Piazza Fontana
in poi ha contraddistinto la storia del nostro Paese. E si vuole
anche addebitare la strage di via D’Amelio a un fantomatico
dossier mafia-appalti che mai avrebbe potuto giustificare
l’accelerazione di questa strage”.
“E io oggi, mentre a lungo ho pensato che l’assassinio di
mio fratello fosse stato perpetrato per via della trattativa
Stato-mafia, che c’è effettivamente stata, – aggiunge Salvatore
Borsellino – invece ritengo che mio fratello sia stato ucciso
per fare in modo che non rivelasse all’autorità giudiziaria
quello che aveva scoperto in quei giorni. Cioè che qualcuno dei
suoi compagni di gioventù aveva partecipato insieme con Stefano
Delle Chiaie alla preparazione di quella strage di Capaci. Paolo
non venne mai chiamato a Caltanissetta, lui che era l’unico che
aveva letto in vita il diario di Giovanni Falcone, sarebbe in
grado di andare raccontare quanto aveva rivelato Lo Cicero,
ossia la presenza di un suo compagno di gioventù del Fuan,
andato a trovare insieme Delle Chiaie e Mariano Tullio Troja”.
“Mio fratello viene ucciso – conclude il fratello del
giudice Borsellino – per impedirgli di andare a raccontare
queste cose a Caltanissetta e a questo punto diventa anche
indispensabile fare sparire la sua agenda perché altrimenti
quell’agenda rossa che è la scatola nera della strage di via
D’Amelio se venisse alla luce la verità non si potrebbe più
nascondere”.
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