I rilievi Ue a luglio: Roma riprenda i migranti dai Paesi di secondo ingressoL’Italia non ha ancora realmente ripreso ad accogliere i richiedenti asilo trasferiti dagli altri Stati Ue. «Uno Stato membro ricevente non può rifiutare un trasferimento e deve proporre una data alternativa» per farlo. A riferirlo è stata la Commissione europea nella valutazione del 15 luglio sullo stato dei trasferimenti dei richiedenti asilo in Italia e Grecia, invitando Roma «a rimuovere con urgenza tutti gli ostacoli rimanenti, anche interrompendo le pratiche che finora hanno impedito i trasferimenti, e garantire il necessario impegno e la cooperazione operativa con gli altri Stati membri su tutti gli aspetti pratici e logistici, affinché i trasferimenti siano effettivamente effettuati». «In questa fase, non si osservano indicazioni concrete» da parte dell’Italia «che le prassi previste dal Regolamento Dublino III, e in particolare per quanto riguarda la sospensione dell’accoglienza dei trasferimenti, fatta eccezione per i casi di ricongiungimento familiare di minori non accompagnati, non persistano più», scrive l’Esecutivo Ue e «al momento non vi sono indicazioni che le autorità italiane si siano attivamente impegnate con gli altri Stati membri sulle misure pratiche e logistiche per la ripresa dei trasferimenti». Durante le prime settimane di applicazione del regolamento Ue sulla gestione dell’asilo e della migrazione (Ammr), ovvero tra il 12 giugno e il 7 luglio, «8 Stati membri hanno comunicato alla Commissione informazioni relative alla presentazione di richieste di presa in custodia” di migranti: sono stati richiesti 12 trasferimenti all’Italia ma questa li ha respinti. Si tratta dei cosiddetti “dublinanti”, i migranti che, dopo essere entrati in Italia, si sono spostati irregolarmente in un altro Paese Ue, creando un cosiddetto “movimento secondario». Secondo le regole di Dublino, il secondo Stato chiede di trasferirli nuovamente in Italia, Paese competente per trattare la loro domanda si asilo.Le regole di DublinoIl 19 agosto la prima richiedente asilo sarà respinta nel nostro Paese. È una somala di 22 anni, di nome Abdirisaq Warsame, arrivata in Germania a marzo. In base alle regole di Dublino, è spiegato, essendo la giovane donna approdata in Ue in Italia avrebbe dovuto chiedere asilo nel nostro paese.Dal 2022 il governo Meloni si era rifiutato di riprendersi i cosiddetti “dublinanti”. Nel dicembre 2025 era stato firmato da Roma e Berlino un “colpo di spugna” sul pregresso ma un portavoce del ministero dell’Interno tedesco ha spiegato a Repubblica che per i “dublinanti” arrivati quest’anno, la Germania ha intenzione di applicare rigorosamente le regole europee e dunque intende respingerli in Italia. «Un sistema di Dublino funzionante è la premessa per il successo della Riforma dell’asilo europeo (Geas) – afferma il portavoce -. La Germania si aspetta che i trasferimenti in Italia e Grecia vengano ripristinati dalla data suddetta», ossia dal 12 giugno, giorno dell’entrata in vigore delle nuove regole europee per l’asilo.I respingimentiAncora non sarebbe chiaro quante persone sarebbero adesso respinte in Italia. La 22enne somala, la prima che sarà respinta in Italia, vive al momento in un centro di accoglienza a Niederwerrn, in Baviera. Il 25 giugno le è stata recapitata una lettera dal ministero dell’Interno tedesco. «Mercoledì 19 agosto – si legge nel documento – lei sarà trasferita in Italia. La polizia la verrà a prendere». La giovane, in fuga dal padre e da un matrimonio combinato, era arrivata in Germania lo scorso 31 marzo dopo aver attraversato l’Italia. È in Germania che vivono già la madre, il fratello e altri parenti, ed è in Germania che aveva presentato richiesta di asilo. Il ministero dell’Interno tedesco ha dichiarato però che la somala «è di competenza dell’Italia» e che «non ci sono i presupposti» per una richiesta di asilo in Germania.La richiesta all’Italia senza rispostaAbdirisaq Warsame, precisa dunque il documento, «deve essere respinta in Italia». Una richiesta alle autorità italiana di riprendersi la richiedente asilo era stata già inoltrata a giugno; passate le due settimane di rito entro le quali le autorità italiane avrebbero dovuto rispondere ai tedeschi, è scattato il silenzio-assenso. «La richiesta» di riprendersi Warsame «viene considerata accettata», conclude la lettera.
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